Waratahs re-sign Hegarty


Brumbies vs Hurricanes: Five things we learned


Waratahs v Highlanders: Five things we learned


'Hand of God' helps Brumbies to big win


Waratahs show spark in trial win


Sopoaga signs with Wasps


Stormers scrum prowess sinks Rebels


Lance to steer Reds in final trial


TEAM NEWS: Swain to start against Sunwolves, Kuridrani returns


Hunt to link up with Cooper in club rugby

Trinitas sull’Ortles: concluso il trittico dei fratelli Riegler

  • MEDIATORECONDOMINIALE
  • August 19, 2019
  • News
  • No Comments

Il racconto di Florian Riegler che, insieme a suo fratello Martin, il 27/12/2015 ha salito Trinitas (WI4, M5, 1000m) una probabile nuova via alpinistica sulla parete nordovest dell’ Ortles. Con questa salita i due alpinisiti sudtirolesi hanno completato il loro trittico che comprende anche le cime del Gran Zebrù e del Monte Zebrù.

Una storia in tre atti. È questa quella che ora vi racconta Florian Riegler, l’alpinista altoatesino che insieme a suo fratello Martin è protagonista di un bel trittico su alcune delle cime più importante del Südtirol. Gli assidui lettori di planetmountain.com avranno già letto i primi due capitoli: il primo si chiama Scacco Matto, si trova sulla parete nord del Gran Zebrù ed è stato scritto nel 2010, mentre il secondo è datato aprile 2015, si chiama Serac e si trova sul Monte Zebrù. Il terzo ed ultimo atto invece risale al 27 dicembre scorso, si chiama Trinitas e si tratta di una probabile nuova via vicino al grande seracco sulla parete nordovest dell’Ortles. Raggiunta la cresta sommitale, a circa 200m dalla cima, i due sono scesi per non rischiare di dover affrontare la discesa – che non dev’essere assolutamente sottovalutata – al buio.

UN TRITTICO IN SÜDTIROLO di Florian Riegler

Tutto è iniziato nel febbraio 2007, quando ho potuto effettuare la prima ripetizione di Illuminati all’ora la più difficile via di misto al mondo. Una linea mozzafiato, impressionante! Solo una piccola cosa mi dava fastidio: la via è lunga soltanto 150 metri e non raggiunge una cima vera e propria. Mi sono chiesto quindi se una via talmente erta e difficile potesse essere trasferita su una “vera” montagna. Mentre nell’inverno del 2010 salivamo la parete nord del Gran Zebrù ho visto, quasi per caso, una parete molto strapiombante. Esattamente quello che stavo cercando! E con questo è iniziata un’avventura che mi è quasi costata diverse dita della mano. Ma andiamo con ordine: Scacco Matto sulla parete nord del Gran Zebrù nel 2010, Serac sul Monte Zebrù nell’aprile 2015 e poi, a fine dicembre 2015, Trinitas sulla nordovest dell’Ortles.

Domenica 27 dicembre, sono le 2.00 del mattino. Un po’ assonnato cerco di fare la prima colazione, poi partiamo. Sulla via per Solda incontriamo gli ultimi discotecari. Mentre loro festeggiano sulla strada del rientro, davanti a noi abbiamo la nostra avventura ancora tutta da scoprire.

Verso le 4.00 raggiungiamo Tre Fontane. Illuminati dalla luce della luna passiamo il santuario e saliamo verso il rifugio Borletti. Siccome praticamente non c’è neve ci bastano le scarpe d’avvicinamento. Guadagniamo quota e lentamente ci avviciniamo alla parete ghiacciata che ci incute un po’ di timore. Motivati affrontiamo terreno sempre più ripido. Il nostro obiettivo è la sottile lingua di ghiaccio proprio sotto il seracco. Ci preoccupa quello che ci accadrà dopo il ghiaccio, visto che dal basso non riusciamo a vedere questa parte della parete. Probabilmente un labirinto di crepacci?

Un po’ tesi saliamo i primi metri. Un passaggio all’inizio fa accelerare il mio battito cardiaco. Quando ci vogliamo legare faccio cadere tutte le mie provviste, giù per un ripido canalone. Avevo comunque perso l’appetito a causa della tensione – ci sbrighiamo, a dicembre le giornate sono corte. Nonostante il terreno difficile saliamo meglio del previsto e il nostro ottimismo migliora con ogni metro guadagnato. Le condizioni sono buone: poca neve, quindi pericolo di valanghe limitato e assenza di caduta massi.

Il terreno cambia in continuazione, varia tra roccia, ghiaccio e neve. Riusciamo a proteggerci esclusivamente con protezioni veloci e viti da ghiaccio, riusciamo a non lasciare niente in parete. La tensione aumenta, non sappiamo ancora cosa si nasconde dietro l’ultima frangia di ghiaccio. Con gli avambracci stanchi rompo gli ultimi metri di ghiaccio fragile e do un’occhiata oltre lo spigolo. Terreno meno ripido in vista ed una buona possibilità di uscire dalla parete. Attraversiamo con attenzione il ghiacciaio (minato). Quando sentiamo di aver finalmente raggiunto terreno meno pericoloso, ecco che succede: svanisco fino all bacino in un crepaccio. Ma Martin tiene la corda tesa e, fatta eccezione per il piccolo spavento, non mi succede nulla. Siamo felici di lasciare i crepacci alle nostre spalle. Ora attraversiamo verso la cresta sommitale e vediamo finalmente il tanto atteso sole.

Dopo 12 ore di salita decidiamo di scendere per la via Merano. Arrivati alla prima scaletta di ferro iniziamo la prima doppia lungo il ripido canalone. Al calar della notte raggiungiamo il sentierino che ci conduce al rifugio. Solo alle 19.00 ritorniamo stanchi a valle.

La nostra grande avventura sul trittico Sudtirolese finisce così. Aver effettuato tre difficili prime salite su queste famose e belle montagne ci riempie di gioia e soddisfazione.

di Florian Riegler

LE VIE
Gran Zebrù parete nordSchachmatt – Scacco Matto
Prima salita: Florian Riegler e Martin Riegler, 07/01/2010
Lunghezza: 1000m
Difficolta: M10+ WI5 55°

Monte Zebrù parete nord
Serac

Prima salita: Florian Riegler e Martin Riegler, 21/04/2015
Lunghezza: 800m
Difficolta: WI4

Click Here: cheap bluetooth headset

Ortles parete nordovest – Trinitas
Prima salita: Florian Riegler e Martin Riegler, 27/12/2015
Lunghezza: 1000m
Difficolta: WI4, M5,

Martin ringrazia i suoi sponsor: CAMP, La Sportiva, Arc’teryx
Florian ringrazia i suoi sponsor: Salewa, La Sportiva


Got Something To Say!

Your email address will not be published. Required fields are marked *

BACK TO TOP